Questi amori servono a capire quanto si è disposti a mettersi in gioco in una relazione.
Arriva l’estate! È tempo di vacanze, di divertimento, ma anche di emozioni e nuove esperienze. Il corpo lancia segnali che difficilmente vengono trascurati. Il sole, l’avventura, i corpi semi-nudi, la trasgressione, tutto diventa esplosivo e attraente.
L’estate, infatti, è la stagione degli amori, di quelli brevi e intensi, ma anche di amori che possono perdurare nel tempo.
Molto spesso si preferiscono amori di breve durata, il periodo di una vacanza o lo spazio fugace di una notte. Non c’è un limite di età, tutti possono esserne investiti. Le emozioni che si provano, forse per la breve durata e l’atmosfera che spesso le accompagna, il caldo, le luci soffuse, i paesaggi incantevoli e, perché no, qualche bicchiere di vino per allentare un po’ le tensioni, fa in modo che la magia prenda forma.
Ma perché l’amore estivo affascina?
Esso prima di tutto emoziona e serve a riflettere, a distrarre da situazioni tensionali e da crisi datate o imminenti, a superare un amore perduto, a traghettare, come Caronte, da una situazione passata a una futura. Ma può aiutare anche la propria autostima, alcune volte un po’ incerta. Il sentirsi corteggiati fa bene all’anima e non solo.
Inoltre, quando arriva l’estate, la nostra mente desidera staccare la spina dalle preoccupazioni, di pensare a ieri o a ciò che succederà quando si tornerà alla routine, e ci si concentra sul presente, su ciò che si sta vivendo. Per cui la nostra mente incamera gli odori, i suoni, i colori e le sensazioni che nascono, lasciando una traccia nella nostra memoria.
Una sorta di batteria di ricarica da utilizzare nelle lunghe giornate invernali. Questo stato psicologico, in cui vengono rilasciate le endorfine, la serotonina e la dopamina, porta a essere più inclini all’innamoramento, o anche al solo lasciarsi andare a emozioni un po’ sopite nel tempo.
Amori adolescenziali
Ma poi ci sono gli amori estivi che nascono in adolescenza, che acquistano un particolare sapore, alcune volte dolce, altre volte un po’ amaro. In tutti i casi è una sfida, una scoperta, di emozioni e di sessualità, un vivere in un soffio una notte che possa rimanere, in un modo o nell’altro, impressa nella propria mente.
I primi amori adolescenziali, soprattutto estivi, servono ad allontanarsi da un’infanzia troppo lunga e che ormai la si sente troppo stretta.
È, comunque, un modo per mettersi alla prova, verificare se si è in grado di attrarre l’altro in una dimensione affettiva che comprende anche la componente sessuale, indipendentemente se ciò realmente avverrà o meno nelle prime esperienze.
Questi flirt servono anche a capire come relazionarsi, a capire cosa si cerca nell’altro, quanto si è disposti a mettersi in gioco in una relazione.
Gli amori estivi che gli adolescenti vivono riempiono quel bagaglio di ricordi che si porteranno dietro nella loro vita. E chi di noi non li ha vissuti?
E quando poi essi riemergono, in alcuni casi ci fanno rivivere la magia di un tempo. Quegli attimi così intensi fanno parte di noi e alcune volte li si vorrebbe rivivere. Forse anche questo è un motivo che spinge alcune volte a lasciarsi andare.
Ma quando l’estate finisce che fine fanno gli amori estivi?
Molto spesso svaniscono come un’onda che s’infrange sulla battigia, con la stessa velocità di quel click che li ha creati. Ognuno ritorna alle proprie abitudini, alle proprie città a migliaia di distanza.
Eppure in alcuni casi si sperava che si continuasse. Quelle parole “Ti amo… ti chiamo!“, ritornano alla mente. Ma è stato bello crederci per un po’.
Quindi, vivere un amore, a qualsiasi età, che sia un adolescente o un over, potremmo quasi considerarlo un inaspettato regalo che la vita ci offre. Un concedersi emozioni e piaceri in un luogo dove poter far divampare i sentimenti, in un tacito accordo di inizio e fine delimitati.
E allora amore vero, amore eterno… come tutte le cose, godiamolo finché dura.
E, come scrive Massimo Gramellini, “Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell’estate siano state scritte apposta per noi”.



