a cura di Terry Bruno – pubblicato su Karmanews

Come liberarsi da una relazione tossica, diventata una vera e propria Love Addiction.
Io che non vivo più di un’ora senza te,/ come posso stare una vita senza te… sei mia, sei mia…
Questi sono i versi di una nota canzone di Endrigo che descrive il sentimento per una persona, essenza fondamentale della propria esistenza, a tal punto da pensare di non riuscire a vivere senza di lei. La concezione dell’amore come “tragico e devastante” è spesso oggetto di canzoni, libri e film, con cui tutti noi, almeno per un momento della nostra vita, ci siamo identificati. Alcune volte, però, il bisogno dell’altro può assumere le caratteristiche di una vera e propria dipendenza, che possiamo definire Love Addiction.
Senz’altro nella fase dell’innamoramento si può vivere un certo grado di
dipendenza affettiva che si manifesta con una forte passione e ricerca di intimità che porta a voler vivere in stretto collegamento con l’altro/a. Abbiamo, allora, momenti di grande euforia, di forte desiderio, di tolleranza, dinotevole dipendenza emotiva e fisica, con pensieri ossessivi verso l’altro/a, oltre a un’intensa spinta a ottenere e mantenere la relazione.
Questi aspetti li ritroviamo in quello che definiamo amore romantico. Quando tali caratteristiche diventano, eccessive, rigide e pervasive, quell’amore dolce e romantico si trasforma in un inferno amaro di dipendenza.
Ciò che può portare l’innamoramento a trasformarsi in un amore sano, è proprio la capacità di riconoscersi, rispettarsi, all’interno della coppia, come individui separati e diversi, senza ledere l’affettività e il legame.
Il problema nasce quando, a causa delle proprie insicurezze e paure, s’incatena l’altro/a, annientando i suoi bisogni e desideri, sotto l’apparente dichiarazione di un grande amore. Purtroppo molto spesso si cade in tale trappola, perché si ha un forte bisogno di ricevere ciò che l’altro millanta, tralasciando tanti campanelli di allarme inascoltati.
La Love Addiction rappresenta una modalità relazionale patologica
Il tema della dipendenza affettiva è quanto mai attuale e rappresenta una modalità relazionale patologica che coinvolge un numero elevato di persone di entrambi i sessi e di tutte le età.
Chi vive una relazione basata sulla dipendenza affettiva molto spesso non riesce a essere autonomo e autosufficiente, provando un incolmabile senso di vuoto se manca l’altro e difficoltà ad affermare se stesso e le sue necessità. Se dovesse farlo ecco che sorgono impetuosi sensi di colpa che portano a giustificare l’altro.
Quando il bisogno dell’altro, il desiderio di possesso e la tendenza ad annullarsi diventano sempre più dominanti, non ci sono dubbi che ci troviamo di fronte a ciò che potremmo definire un non amore. Ma cosa determina tali comportamenti? Cosa c’è dietro questa sete di possesso e offuscamento emotivo?
Sembra esserci la paura. La paura di rimanere da soli, di non essere amati e amabili, di non farcela da soli, di essere abbandonati, di essere sbagliati… Tutte queste cognizioni negative rendono il soggetto fragile e lo portano a considerarsi non in grado di poter badare al proprio benessere, per cui sposta la sua attenzione verso l’esterno, verso qualcuno che possa confermare il proprio valore.
Come si può ben arguire, alla base della dipendenza affettiva c’è una bassa autostima, che induce a cercare nell’altro/a quella sicurezza che manca.
La paura di non essere degni d’amore
Ma c’è un risvolto della medaglia non piacevole. La ricerca disperata di essere amato/a dall’altra/o, lascia ampio spazio a relazioni con soggetti egocentrici e anaffettivi che confermano la paura di non essere degni d’amore.
Infatti la non disponibilità dell’altro/a non viene percepita come una forma di egocentrismo, ma come “Non mi ama perché non me lo merito, non vado bene”.
C’è una sorta di parallelismo tra la dipendenza da sostanza e quella affettiva. In entrambi i casi la mente è continuamente bombardata da pensieri assillanti che annientano chi li subisce. Non si fa altro che pensare continuamente all’altro/a, anche analizzando e soffermandosi su ogni situazione, espressione e comportamento che risulta non in linea con le proprie aspettative.
La persona dipendente tende a chiudersi e a evitare volutamente gli altri per non affrontare le critiche e il dover continuamente giustificare e proteggere l’altro/a. Quindi il partner diventa il fulcro della sua esistenza, tanto che da risentirne socialmente e lavorativamente, perché la sua mente è occupata dai suoi problemi sentimentali e dalle soluzioni da trovare.
I segnali di allarme per riconoscere una Love Addiction
Ma come facciamo a capire se il nostro rapporto di coppia è basato sulla dipendenza affettiva? E cosa fare?
Vi segnalo alcuni segnali di allarme che potete cogliere osservando il vostro comportamento e la vostra relazione. Intanto un eccessivo controllo da parte del partner e negazione di libertà. Quindi uaa richiesta di devozione assoluta e di soddisfare sempre i bisogni dell’altro, oltre all’isolamento sociale dovuta alla negazione di vedere vecchie amicizie o colleghi.
Tutte queste condizioni non fanno altro che alimentare le proprie fragilità e insicurezze creando un circolo vizioso che diventa sempre più problematico interrompere.
Il primo passo da fare è riconoscere di vivere una situazione di dipendenza affettiva e soprattutto non aver paura di farlo. La consapevolezza è uno step che fa già parte del processo di cambiamento.
Importante è creare una propria autonomia, imparando a stare con se stessi e a ritagliarsi dei propri spazi. Affrontare le proprie paure, soprattutto quella della solitudine, e incominciare a cercare di capire ciò che piace e che fa star bene.
Certo questo cambiamento non è semplice da attuare ma possibile, magari chiedendo aiuto a un professionista per essere supportati in una tale difficile condizione, che possa aiutare a sollevare quella nebbia che ha ostacolato il proprio cammino verso il proprio benessere affettivo e non solo.