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Intelligenza artificiale e Psicologia

Terry BrunoPsicologia3 years ago1 Views

Psicologia e intelligenza artificiale sono due materie estremamente complesse e apparentemente molto distinte l’una dall’altra.

Gerd Altmann da Pixabay

È possibile definire l’intelligenza artificiale come la disciplina informatica che si occupa dello sviluppo di hardware e software per ottenere sistemi informatici intelligenti in grado di simulare capacità e comportamenti umani.

La psicologia, invece, è la scienza che si occupa dello studio dei processi mentali, e di quelli emotivi, cognitivi, sociali e comportamentali visibili nelle relazioni umane.

Ma qual è il punto di contatto tra loro?

Il primo legame si riscontra nelle CHATBOT.

Un chatbot è un software che simula ed elabora le conversazioni umane (scritte o parlate), consentendo agli utenti di interagire con i dispositivi digitali come se stessero comunicando con una persona reale.

Sono in grado di rispondere sia a domande semplici formulate in una sola riga, sia a richieste elaborate che richiedono livelli più sofisticati.

Eliza, chatbot realizzato da Joseph Wizenbaum, è nato nell’Artificial Intelligence Laboratory del Massachusetts Institute of Techgnology (MIT) nel 1966. Esso riprende, come una parodia, un terapeuta rogersiano che dialoga con un paziente tramite domande che, in realtà, altro non sono che la riformulazione di frasi precedentemente pronunciate dal paziente stesso. Un esempio: se il paziente dice “Mio padre mi odia”, la domanda successiva di Eliza sarà una riformulazione di questa frase, tipo “Chi altro nella tua famiglia di odia?” e così via.

La scelta di applicare il sistema alla psicoterapia è stata dettata dal fatto che la seduta psicoterapeutica è una di quelle poche situazioni in cui un essere umano può rispondere a una affermazione con una domanda che parte da quella poca conoscenza del soggetto in discussione.

Eliza, con un notevole successo, ha permesso di verificare il test di Touring, ovvero di valutare se una macchina può avere la capacità di ragionare come un essere umano.

Tale psicoterapeuta virtuale non sostituirà mai il lavoro di un terapeuta umano, ma potrà svolgere funzioni di supporto come effettuare il triage di un paziente, essere completamente gratuito, o anche fornire costante reperibilità. 

Tuttavia, i chatbot possono essere uno strumento innovativo e utilissimo per chi vuole avere maggiori informazioni sulla psicoterapia, su come funziona, quanto dura, e per iniziare un percorso di cura.

Autori

Vincenzo Monteleone
Michela Peluzzi

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