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L’Attachement (la tenerezza)

Terry BrunoCinema4 months ago9 Views

Il film tratta in modo delicato il tema del lutto e della sua elaborazione

30/01/2026 a cura di Terry Bruno pubblicato su Karmanews

 

Non è l’amore che decide il legame, ma la presenza, la risposta al bisogno, l’affidabilità.

Regia: Carine Tardieu
Attori principali: Valeria Bruni Tedeschi, Pio Marmaï, Vimala Pons
Anno: 2024
Genere: drammatico
Durata: 93 min
Distribuzione: No. Mad Entertainment
Uscita in Italia: 2 ottobre 2025.

L’Attachement – La tenerezza, tratto dal romanzo L’Intimité di Alice Ferney e diretto da Carine Tardieu, esplora il concetto di attaccamento attraverso la storia di Sandra (Valeria Bruni Tedeschi), una bibliotecaria femminista che ha scelto di rimanere single e di non diventare madre. Nonostante questa sua scelta la sua vita viene stravolta da alcuni avvenimenti che irrompono nel suo ménage quotidiano: dovrà prendersi cura dei due bambini dei vicini della porta di fronte, creando un nuovo tipo di legame familiare inaspettato. Sandra diventa così, per i due bambini, la figura femminile di riferimento, dando vita a un certo tipo di famiglia allargata.

LAttachement 2

Il film mette in scena le dinamiche complesse e le sfide emotive che accompagnano la formazione di famiglie non tradizionali, facendo vivere allo spettatore un percorso affettivo tra persone che hanno in comune il bisogno di non rimanere sole.

È un dramma intimo che però scivola amabilmente davanti agli occhi di chi guarda, senza annoiarsi o deprimersi. Si può cogliere come i silenzi dicano molto di più delle parole, grazie a sguardi ed espressioni del viso che sottendono l’evolversi della pellicola. Le emozioni che emergono lasciano un segno nello spettatore. I personaggi sono talmente umani, con i loro difetti e le loro contraddizioni, tanto da permettere di entrare profondamente nella storia e immedesimarsi.

L’Attachement si ispira al concetto della Teoria dell’attaccamento di Bowlby, secondo cui il bambino si attacca maggiormente a chi si prende cura di lui per istinto di sopravvivenza, e non necessariamente per affetto iniziale. Ed è proprio relativamente a questo concetto, Elliott (César Botti) si lega a Sandra, proprio perché lei è lì, accanto a lui, nel momento più devastante della sua breve vita: la morte della madre nel mettere al mondo la sorellina Lucille. Ci troviamo di fronte a un altro tema importante che viene trattato nel film, il lutto e la sua elaborazione, con modalità diverse da parte di Elliott e del padre non biologico Alex (Pio Marmaï).

attachement

Il film utilizza dei salti temporali per indicare l’evolversi del dolore, del lutto e di come la relazione tra i vari componenti la nuova “famiglia” si viene a creare. Interessante è osservare come si possa formare una famiglia attraverso legami affettivi, emotivi e non necessariamente biologici o secondo schemi tradizionali. Questo permette di capire cosa può portare un bambino e un adulto, non necessariamente legato da vincoli di sangue, a vivere un profondo affetto, grazie alla disponibilità, alla costanza, al riconoscimento reciproco, all’affidabilità. Tutti elementi alla base di un attaccamento sicuro.

Ricordiamo che l’attaccamento può essere sicuro o insicuro (evitante, ansioso, disorganizzato) a seconda di come il caregiver risponde ai bisogni: se affidabile, se presente nel lutto, nella separazione, nel conflitto. In pratica se è in grado di supportare il bambino soprattutto nei suoi momenti di vulnerabilità. L’attaccamento, come la regista riesce mirabilmente a rappresentare, non è solo una teoria psicologica, ma qualcosa che si “costruisce”, “succede” e forse, alcune volte “s’impone”.

Abbiamo parlato del lutto che ha colpito Alex e i bambini. Ebbene il lutto rompe dei legami, ma può aprirne dei nuovi, come tra Sandra, Alex e i bambini. Ma soprattutto come il bambino e l’adulto reagiscono diversamente per poter continuare a vivere nel bisogno l’uno dell’altro. La perdita della madre crea un vuoto, un bisogno, determinando così uno spazio per l’attaccamento. L’elaborazione del lutto, del vuoto spinge allora verso la creazione di nuovi legami che si trasformano in un affetto autentico.

LAttachement

E che dire dell’indipendenza emotiva di Sandra che non diventa “la madre” sostitutiva per convenzione, ma che comunque si lascia coinvolgere, senza superare quel limite che potrebbe sconvolgere la sua vita. Possiamo cogliere nelle varie scene come Sandra viva, dentro di sé, un profondo conflitto: da una parte mantenere la sua autonomia, la sua integrità di donna che ha scelto di non essere madre, e dall’altra accogliere il bisogno dell’altro.

Bellissima ed esplicativa è la frase che il piccolo Elliott, in una scena cruciale, le dice: “Tu mica li conosci i bambini, non hai figli!”. Sandra, allora, cerca di raggiungere una mediazione interna. Non è troppo tardi, quindi, anche in età adulta, costruire nuovi legami che cambiano l’assetto emotivo, purché ci sia lo spazio per la reciprocità, per il rispetto e la presenza dell’altro.

L’Attachement non è solo un film sulla perdita, né un racconto d’amore o di famiglia allargata, ma è un’esplorazione profonda e delicata di come i legami si formino quando meno ce l’aspettiamo e su come l’attaccamento sia un movimento dell’anima che ci precede, ci sorprende.
Carine Tardieu ci ricorda che ogni legame autentico è un atto di coraggio. Buona visione!

Per saperne di più

Trailer del film

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