{"id":4036,"date":"2021-11-09T12:26:50","date_gmt":"2021-11-09T11:26:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.earth-nlp.com\/?p=4036"},"modified":"2021-11-09T12:26:50","modified_gmt":"2021-11-09T11:26:50","slug":"facciamoci-un-altro-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/earth-nlp.com\/index.php\/2021\/11\/09\/facciamoci-un-altro-giro\/","title":{"rendered":"Facciamoci \u201cUn altro giro\u201d"},"content":{"rendered":"<h5><span class=\"meta-info-el meta-info-author\"><em class=\"meta-label\">di <\/em> <a href=\"http:\/\/www.earth-nlp.com\/formazione\/\">Terry Bruno<\/a>, pubblicato su Karmanews<\/span><\/h5>\n<h4>La tesi controcorrente di un film molto alcolico<\/h4>\n<p><em>Avreste mai pensato che l\u2019alcol potrebbe essere utile per la propria autostima? \u00c8 la testi del film danese\u00a0<\/em>Un altro giro<em>\u00a0di Thomas Vinterberg.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_1276\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 510px;\">\n<div id=\"attachment_1276\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a class=\"grouped_elements\" title=\"Film: Un altro giro\" href=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/un-altro-giro.jpg\" rel=\"tc-fancybox-group1275\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1276\" class=\"wp-image-1276\" src=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/un-altro-giro.jpg\" alt=\"Film: Un altro giro\" width=\"500\" height=\"250\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1276\" class=\"wp-caption-text\">Film: Un altro giro<\/p><\/div>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n<p>Secondo la teoria dello psichiatra-psicoterapeuta norvegese Finn Sk\u00e5rderud, l\u2019uomo \u00e8 nato con un deficit da alcol pari allo 0,05% e tale mancanza lo renderebbe meno attivo nelle relazioni sociali e in quelle psico-fisiche. In poche parole se noi avessimo una tale percentuale di alcol nel nostro sangue, costante, vivremmo, penseremmo e lavoreremmo meglio. In breve saremmo pi\u00f9 felici e migliori.<br \/>\nIn realt\u00e0 questa teoria \u00e8 stata estrapolata da una frase che Sk\u00e5rderud aveva scritto nella prefazione del libro di Edmondo de Amicis\u00a0<em>Gli effetti psicologici del vino<\/em>, tradotto in norvegese. Avreste mai pensato che Edmondo de Amicis, noto per il suo libro\u00a0<em>Cuore<\/em>, avesse scritto un libro simile?<\/p>\n<p>Sk\u00e5rderud ha descritto in modo metaforico ci\u00f2 che provoca lo stato di ebbrezza, quella sensazione di liberazione da vincoli ed euforia che si prova dopo l\u2019assunzione di un paio di bicchieri di vino. Potremmo considerare l\u2019alcol, come asserisce lo stesso Sk\u00e5rderud, un lubrificante sociale che ci aiuta a essere pi\u00f9 noi stessi. L\u2019unico problema \u00e8 trovare un giusto equilibrio nell\u2019assumerlo.<\/p>\n<p>Da un punto di vista psicologico, l\u2019assunzione di alcol, assunto in piccole dosi, determina effetti ansiolitici, rilassanti. Si sciolgono quelle tensioni e timidezze che possono impedire una buona socializzazione, motivo per cui i giovani si concedono qualche bicchiere, andando molto spesso oltre.\u00a0 Questo avviene per gli effetti che si hanno a livello cerebrale.<\/p>\n<p>Mi spiego meglio. Una volta assorbito a livello intestinale, esso va nel sangue e giunge cos\u00ec al cervello alterando i meccanismi della vista, dell\u2019udito, del pensare e si ha il rilascio di endorfine. Ecco perch\u00e9 dopo uno o due bicchieri, la serata decolla, vivendo sentimenti di gioia, euforia e condivisione. La conseguenza di questo stato \u00e8 una maggiore fiducia nelle proprie capacit\u00e0 (per questo si \u00e8 pi\u00f9 temerari alla guida), ma allo stesso tempo si allungano i tempi di reazione e la percezione \u00e8 ridotta perch\u00e9 vengono attenuate le aree cerebrali responsabili dell\u2019inibizione e dello stress.<\/p>\n<p>Avete notato che a un certo punto della serata l\u2019atmosfera, prima gioiosa ed eccitante, si trasforma diventando triste e meno entusiasmante. Questo \u00e8 dovuto all\u2019andamento bifasico dell\u2019alcol, nel senso che i suoi effetti cambiano in base al grado d\u2019intossicazione. Per mantenere l\u2019effetto euforico, bisogna allora tenere il tasso alcolico nel sangue intorno allo 0,05-0,06%.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo il tema centrale dell\u2019ultimo film di Thomas Vinterberg\u00a0<em>Un altro giro<\/em>,\u00a0<em>Druk<\/em>\u00a0in danese, candidato agli Oscar 2021 come miglior film in lingua straniera e miglior regista. Una pellicola premiata, ma anche criticata proprio per il tema trattato, una sorta di esortazione, secondo alcuni, a ubriacarsi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1277\" class=\"wp-caption alignright\">\n<div id=\"attachment_1277\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignright\"><a class=\"grouped_elements\" title=\"I quattro protagonisti di \u201cUn altro giro\u201d\" href=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/another-round1-400x225.jpg\" rel=\"tc-fancybox-group1275\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1277\" class=\"wp-image-1277 size-full\" src=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/another-round1-400x225.jpg\" alt=\"I quattro protagonisti di \u201cUn altro giro\u201d\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1277\" class=\"wp-caption-text\">I quattro protagonisti di \u201cUn altro giro<\/p><\/div>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n<p>Il film racconta la storia di quattro professori danesi di mezza et\u00e0, in piena crisi esistenziale e insoddisfatti della loro vita costellata da separazioni, isolamenti. Una vita in cui la solitudine fa da padrone. E quando ci si sente frustrati, non capiti e anche insignificanti, magari con l\u2019autostima sotto i piedi, ecco che ci si aggrappa a qualunque cosa possa dare una svolta alla propria vita. Ed ecco che la teoria di Sk\u00e5rderud diventa una sorta di formula magica per essere diversi da come ci si sente e ci si vede. I quattro amici allora decidono di fare un esperimento sociologico incominciando ad assumere ogni giorno piccole dosi di alcol.<\/p>\n<p>Inizialmente i risultati sono positivi, un miglioramento delle relazioni sociali, delle capacit\u00e0 creative, delle performance cognitive. In breve tempo il mondo prima grigio e angosciante incomincia ad assumere colori vividi ed eccitanti. Ed \u00e8 proprio questo stato di ebbrezza che porta i professori a vivere emozioni ormai sopite, a vedere le cose con occhi diversi, ma allo stesso tempo a cercare di capire sino a che limite ci si pu\u00f2 spingere per raggiungere quello stato di eccellenza ed eliminare quell\u2019immagine di perdenti che ormai li rappresentava. Sono queste le scene pi\u00f9 coinvolgenti e intimistiche del film, una liberazione da sovrastrutture che col passare del tempo ci si crea e che si incardinano dentro di noi, limitandoci e convincendoci di non essere in grado di ritrovare noi stessi.<\/p>\n<p>Quante volte ci siamo trovati in circostanze che ci sembravano senza via d\u2019uscita e alla ricerca di un qualcosa che cambiasse la situazione, che fosse da stimolo\u2026<\/p>\n<p>Il film \u00e8 la rappresentazione di ci\u00f2 che avviene in chi deluso, triste, smarrito, ricorre all\u2019alcol o ad altro, per non pensare o per avere la forza per agire. L\u2019alcol sembra cos\u00ec essere la risposta a tutto. Si procede positivamente fin quando le assunzioni sono ridotte, il problema nasce nel momento in cui si eccede. \u00c8 ci\u00f2 che succede ai nostri protagonisti, per cui alla fine sono costantemente ubriachi e con mal di testa permanente, aspetti che poi distruggono chi ha intrapreso questo viaggio complicato.<\/p>\n<p><em>Un altro giro<\/em>\u00a0non \u00e8 un\u2019esaltazione dell\u2019alcolismo o un giudizio del rapporto con l\u2019alcol e l\u2019alcolismo, anzi \u00e8 un inno alla vita, all\u2019amore. E come dice il regista Vinterberg: \u201cL\u2019alcol pu\u00f2 elevare le persone, avvicinandole alla versione migliore di se stesse, ma pu\u00f2 anche ucciderle\u201d. Il film porta a riflettere sulla realt\u00e0 della propria vita, sulla societ\u00e0, in particolare di quella giovanile (con riferimento a quella danese) che fa un abuso sempre maggiore di alcol e sull\u2019incapacit\u00e0 di affrontare le difficolt\u00e0 della vita quando diventa noiosa, insignificante e deludente. \u00c8 proprio questo che\u00a0<em>Un altro giro<\/em>\u00a0spinge a fare, a guardarsi dentro, a non fuggire con espedienti momentanei, ma a trovare delle soluzioni, delle risposte alle insicurezze che appaiono insormontabili.<\/p>\n<p>Il film inizia con un aforisma di S\u00f8ren Kierkegaard: \u201cChe cos\u2019\u00e8 la giovinezza? Un sogno. Che cos\u2019\u00e8 l\u2019amore? Il contenuto del sogno\u201d, dedicato dal regista alla figlia Ilda, morta in un incidente stradale proprio durante le riprese del film, per cui\u00a0<em>Un altro giro<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019espressione della possibile rinascita anche dal dolore.<\/p>\n<p>La parola chiave che il regista ha voluto mettere in evidenza \u00e8 \u201clibert\u00e0\u201d, libert\u00e0 di sfidare non solo la paura e l\u2019ansia di poter fallire ma anche le rigide e aride regole della societ\u00e0 in cui viviamo, del politicamente corretto, che mettono a dura prova l\u2019entusiasmo di ognuno di noi. Quell\u2019entusiasmo che inesorabilmente, col passare del tempo, si riduce per aspettative disattese, sogni sbriciolati, paura di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare allora? Allentare un po\u2019 le proprie rigidit\u00e0 e lasciarsi trasportare dal ballo della vita, con leggerezza, come appunto \u00e8 rappresentato da Vintemberg nella scena finale, che da sola legittima tutto il film, in cui si balla sulla panchina del porto di Copenhagen con le bottiglie di spumante in mano, per festeggiare la fine dell\u2019anno scolastico.<\/p>\n<div id=\"attachment_1278\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<div id=\"attachment_1278\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a class=\"grouped_elements\" title=\"La danza liberatoria che chiude il film\" href=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Un-altro-giro-ballo-finale-1.jpg\" rel=\"tc-fancybox-group1275\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1278\" class=\"wp-image-1278 size-full\" src=\"http:\/\/www.terrybruno.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Un-altro-giro-ballo-finale-1.jpg\" alt=\"La danza liberatoria che chiude il film\" width=\"450\" height=\"221\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1278\" class=\"wp-caption-text\">La danza liberatoria che chiude il film<\/p><\/div>\n<p class=\"wp-caption-text\">\n<\/div>\n<p>L\u2019attore, che interpreta Martin, il professore di storia che ha lanciato l\u2019idea, assieme ai suoi compagni di ventura, si lancia in una strepitosa danza liberatoria sulle note di\u00a0<em>What a Life<\/em>\u00a0degli Scarlet Pleasures, il cui ritornello\u00a0<em>What a life, what a night, what a beautiful beautiful ride<\/em>, si imprime nella mente dello spettatore e lo travolge con il suo ritmo. Un\u2019espressione corporea del proprio Io con le sue fragilit\u00e0 e potenzialit\u00e0, spogliato di ogni difesa.<\/p>\n<p><em>Un altro giro<\/em>\u00a0\u00e8 s\u00ec un film sulla depressione, sull\u2019isolamento, sull\u2019ansia che affligge, ma allo stesso tempo \u00e8 la rappresentazione dell\u2019importanza dell\u2019amicizia, del ritrovarsi insieme, della condivisione, delle emozioni da riscoprire, magari in uno stato alterato di coscienza a cui hanno fatto ricorso nel tempo, raggiungendo il successo, Ernest Hemingway, Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt.<\/p>\n<p><em>Un altro giro<\/em>\u00a0\u00e8 un film incredibile che fa vibrare l\u2019anima.<\/p>\n<p>Trailer: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zNuK-0rlYaQ\">Un altro giro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Terry Bruno, pubblicato su Karmanews La tesi controcorrente di un film molto alcolico Avreste mai pensato che l\u2019alcol potrebbe essere utile per la propria autostima? \u00c8 la testi del film danese\u00a0Un altro giro\u00a0di Thomas Vinterberg. 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