{"id":3818,"date":"2019-10-08T20:56:10","date_gmt":"2019-10-08T18:56:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.earth-nlp.com\/?p=3818"},"modified":"2019-10-08T20:56:10","modified_gmt":"2019-10-08T18:56:10","slug":"come-ti-faccio-il-lavaggio-del-cervello-il-metodo-manson-in-un-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/earth-nlp.com\/index.php\/2019\/10\/08\/come-ti-faccio-il-lavaggio-del-cervello-il-metodo-manson-in-un-film\/","title":{"rendered":"Come ti faccio il lavaggio del cervello. Il \u201cmetodo\u201d Manson in un film"},"content":{"rendered":"<h4>In sala dal 22 agosto (per No.Mad Entertainment), \u201c<em>Charlie says\u201d<\/em> di Mary Harron, viaggio nella mente di Charles Manson attraverso gli occhi di una psicologa e tre fedelissime della setta. Manson, lo ricorderete, \u00e8 il musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli Usa nell\u2019estate del \u201969, tra cui l\u2019assassinio di Sharon Tate. Il film si addentra nei meccanismi di manipolazione e dominio messo in atto al santone. Argomenti che la psicoterapeuta Terry Bruno suggerisce per fare \u201cterapia in sala\u201d \u2026<\/h4>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-24806\" src=\"http:\/\/www.bookciakmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terapiainsala_charlie2.jpg\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" srcset=\"http:\/\/www.bookciakmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terapiainsala_charlie2.jpg 1100w, http:\/\/www.bookciakmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terapiainsala_charlie2-300x154.jpg 300w, http:\/\/www.bookciakmagazine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/terapiainsala_charlie2-768x393.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1100\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p><em>Charlie says<\/em> \u00e8 il film di Mary Harron che uscir\u00e0 il 22 agosto, per No.Mad Entertainment e che analizza le dinamiche sociali e antropologiche all\u2019interno della setta di Charles Manson, musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli Usa nell\u2019estate del \u201969, tra cui l\u2019assassinio di Sharon Tate.<\/p>\n<p>Il titolo ricorda il gioco <em>Simon says<\/em> o <em>Simone dice<\/em>, secondo il quale i bambini eseguono i comandi che l\u2019adulto di riferimento inserisce nella frase che inizia con <em>Simon says<\/em>. Il titolo, infatti, richiama quello che le tre ragazze appartenenti alla setta e condannate a morte per i brutali omicidi compiuti negli anni \u201960 dicono ogni volta che devono esprimere un loro pensiero: \u201cCharlie dice\u2026\u201d.<\/p>\n<p>La pellicola \u00e8 una splendida ricostruzione storica della \u201cfamiglia Manson\u201d, attraverso l\u2019intervento della psicologa del carcere Karlene Faith sulle tre giovani donne, adolescenti all\u2019epoca degli omicidi. L\u2019obiettivo di Karlene \u00e8 capire non solo cosa le avesse spinte a compiere quegli atti efferati, ma anche renderle consapevoli di ci\u00f2 che avevano compiuto.<\/p>\n<p>Un obiettivo molto arduo e pericoloso soprattutto per le ragazze, che avrebbero dovuto incominciare a destrutturarsi e a togliersi quella corazza creata per sopravvivere in una realt\u00e0 apparentemente idilliaca, ma realmente distruttiva.<\/p>\n<p>Attraverso gli occhi e i racconti delle tre accolite di Manson, viene rappresentata la figura carismatica e allo stesso tempo agghiacciante del \u201csantone\u201d, il suo modo di agire e la sua capacit\u00e0 di soggiogare tutti coloro che gli erano vicini.<\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico il suo comportamento manipolatorio \u00e8 molto interessante. Iniziava con una destrutturazione della personalit\u00e0, un annullamento della vera identit\u00e0, con la sostituzione del vero nome con uno scelto da lui. Il passato veniva cancellato, in quanto costituito da regole date dai genitori che avevano creato schemi in cui imprigionare le loro menti, mentre soltanto il presente diventava importante per vivere insieme a lui la libert\u00e0 di essere se stessi, lasciando andare il proprio ego.<\/p>\n<p>Una libert\u00e0 apparente, per\u00f2,\u00a0 poich\u00e9 Manson non faceva altro che creare nuove regole, nascondendole dietro un\u2019illusoria libert\u00e0, e annichilendo il ruolo delle donne, soprattutto, trasformate in mero oggetto sessuale, per soddisfare i desideri maschili degli accoliti della setta, ma soprattutto dei suoi desideri.<\/p>\n<p>Lui era il padrone del loro corpo, della loro mente e della loro anima. Era un\u2019alienazione continua della mente altrui, attuata mirabilmente con un gioco di sguardi, di movimenti, del tono della voce e di quel guizzo di follia che spaventava ma che allo stesso tempo affascinava.<\/p>\n<p>Charlie non faceva altro che soddisfare quei bisogni inconsci di chi si avvicinava alla sua comune, quel desiderio di libert\u00e0, di affetto e di considerazione tanto ricercato nella loro vita. Per cui bastava dare rilevanza positiva a un difetto, per poi ripeterlo in coro, in modo ossessivo.<\/p>\n<p>\u201cIl tuo corpo \u00e8 come una pianta, se non gli dai amore, morir\u00e0\u201d. Con questa frase si giustificava l\u2019abbattimento di qualsiasi inibizione sessuale, lasciando andare l\u2019intera comunit\u00e0 a rapporti di gruppo, spesso sotto gli effetti di stupefacenti.<\/p>\n<p>Ma come riusciva Manson a ottenere \u201cliberamente\u201d ci\u00f2 che voleva? Utilizzava quella che viene definita <em>Psicologia inversa<\/em>, una pratica che induce una persona a fare o dire qualcosa che in realt\u00e0 non vuole fare. Charlie, infatti, per indurre una ragazza resistente al suo approccio sessuale, usava frasi del tipo: \u201cCapisco che non hai voglia, qui non costringiamo nessuno, allora andiamo dagli altri\u201d. Ottenendo cos\u00ec dalla ragazza la risposta opposta al suo desiderio: \u201cNo, lo voglio\u201d.<\/p>\n<p>La pratica della <em>Psicologia inversa<\/em> la ritroviamo particolarmente nell\u2019adolescenza, nel processo di ricerca dell\u2019identit\u00e0. Gli adolescenti, infatti, detestano coloro che vogliono dire loro cosa fare o condizionare le loro scelte, per cui fanno l\u2019opposto di ci\u00f2 che viene detto.<\/p>\n<p>Quindi quello che Manson faceva con le sue \u201cvittime\u201d era di farle sentire indipendenti, libere di scegliere, e lui ne veniva fuori sempre pi\u00f9 forte e idolatrato.<\/p>\n<p>Un altro modo di condizionare le ragazze era quello di agire sul complesso di Elettra. Il complesso di Elettra \u00e8 una sorta di complesso di Edipo al femminile. Secondo lo psicanalista Carl Gustav Jung non \u00e8 altro che il desiderio inconscio della bambina di possedere il padre entrando in competizione con la propria madre per il possesso del genitore.<\/p>\n<p>Manson lo utilizzava con le sue accolite-amanti facendole pensare a lui come a un padre con cui liberarsi delle loro inibizioni e delle brutte esperienze che schiacciavano le loro vite. Questo modo di agire si era talmente insinuato nella mente delle sue vittime da creare un nuovo modo di essere, nuove credenze che si radicavano sempre pi\u00f9 profondamente col passare del tempo, tanto che dopo anni passati in carcere, continuavano a esistere.<\/p>\n<p>Il condizionamento continuo veniva anche attuato col ripetere all\u2019unisono, a voce sempre pi\u00f9 alta e incalzante, frasi mirate al raggiungimento di un obiettivo, creando una sorta di galvanizzazione, uno stato altamente suggestionabile, tanto da indurre a effettuare qualsiasi comando anche sbagliato o senza senso.<\/p>\n<p>Un atteggiamento che ritroviamo nei culti politici, religiosi e militari, il cui leader si assicura che venga sempre seguito nella sua linea di pensiero. Questo condizionamento, sempre pi\u00f9 incalzante e devastate port\u00f2 negli anni \u201960 all\u2019uccisione di molte persone tra cui Sharon Tate, moglie del regista <a href=\"http:\/\/www.bookciakmagazine.it\/venezia-76-maresco-marcello-martone-e-mattotti-e-tanta-letteratura\/\">Roman Polanski. <\/a><\/p>\n<p>Quello che Manson inculcava era che la vita e la morte sono la stessa cosa, per cui non c\u2019\u00e8 niente di cui aver paura. Quindi se non puoi aver paura, non esisti.<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 l\u2019approccio che Karlene attua con le tre giovani donne condannate all\u2019ergastolo, partendo dalla lettura di un libro sulle violenze domestiche. \u00c8 un modo indiretto per portarle a considerare che anche loro avevano subito delle violenze, di cui per\u00f2 non erano consapevoli.<\/p>\n<p>La loro prima reazione, infatti, \u00e8 un senso di tristezza per ci\u00f2 che quelle donne, menzionate nel libro, hanno subito. A poco a poco la psicologa le porta a riconsiderare se stesse, i propri pensieri e a smettere di dire: \u201cCharlie dice\u2026\u201d. Cominciare a vedere le cose diversamente e a rendersi conto che ci\u00f2 in cui avevano creduto era solo il risultato di un lavaggio del cervello.<\/p>\n<p>Coloro che Manson ha soggiogato avevano bisogno di essere amati, di sentirsi importanti, in modo incondizionato, per questo avevano accettato l\u2019annientamento di se stessi pur di avere, apparentemente, un briciolo d\u2019amore e considerazione. Ma a cosa \u00e8 servito tutto questo? \u00c8 la domanda implicita che pone Karlene alle tre \u201csopravvissute\u201d della \u201cManson Family\u201d. Una domanda che continua a rimbombare ancora nella loro testa, nella piena consapevolezza dell\u2019orrore che hanno creato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In sala dal 22 agosto (per No.Mad Entertainment), \u201cCharlie says\u201d di Mary Harron, viaggio nella mente di Charles Manson attraverso gli occhi di una psicologa e tre fedelissime della setta. Manson, lo ricorderete, \u00e8 il musicista, manipolatore e mandante degli efferati omicidi che sconvolsero gli Usa nell\u2019estate del \u201969, tra cui l\u2019assassinio di Sharon Tate. 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