scritto da Stefania Del Turco
Dedo o Maudit (in francese maledetto), oggi è considerato tra i più grandi artisti del ventesimo secolo, ma Modigliani, durante la sua breve vita, ha combattuto in modo significativo con la povertà, la malattia e la dipendenza. Poco apprezzato negli anni parigini, ha completamente cambiato il corso della storia dell’arte prima di morire prematuramente all’età di 35 anni.
Amedeo Modigliani era un maledetto “vero”, uno che si è fatto del male e che ha fatto del male alle persone che lo circondavano, innanzitutto alle madri dei figli che nemmeno si degnava di riconoscere. Un uomo da cui stare lontano!
Sottovalutata per molto tempo, durante la sua breve vita, la carriera di Modigliani è stata vittima del suo fragile stato di salute e dei frequenti cambiamenti di umore, che hanno scosso la sua esistenza divisa tra l’Italia, la sua terra di origine, e la Francia dove lottò per sopravvivere come pittore. La sua grande passione rimase sempre la scultura, ma il suo stato di salute lo costrinse a rinunciare. Modigliani s’immerse, quindi, nella pittura privilegiando i ritratti, a volte sorridenti, a volte angosciati, con volti che somigliavano , in modo sorprendente, alle maschere native africane.
Ha creato un arte distintiva, visi allungati con occhi a mandorla e il caratteristico collo lungo, sul quale presto si basò il suo stile.